Turismo Responsabile
| Ci siamo mai chiesti se lo sviluppo del turismo porta anche ad un turismo di sviluppo? Quando scegliamo una vacanza qual è il nostro impatto ambientale e sociale? Cosa facciamo nostro e cosa lasciamo alle località e alle comunità visitate? A beneficio di chi va quello che noi spendiamo per la nostra vacanza? Il TURISMO RESPONSABILE è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. |
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Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio.
Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.
(definizione di Turismo Responsabile adottata dall'assemblea di AITR il 9 ottobre 2005)
Il concetto di Turismo Responsabile nasce alla fine degli anni '80 e, nella maggior parte dei casi, l'espressione viene utilizzata con riferimento al turismo nei paesi del Terzo Mondo o in via di sviluppo.
Il concetto di Turismo Responsabile si sviluppa a partire dalla constatazione dei danni spesso causati dal turismo cd. “di massa”.
Occorre pensare a modi innovativi e sostenibili per viaggiare, senza compromettere il patrimonio ambientale, culturale e sociale del territorio che si visita e cercando, anzi, di salvaguardare quelle risorse per le generazioni successive, cosicchè il turismo del presente possa riassaporare l'essenza di quello passato, senza compromettere quello futuro.
I VIAGGI DI TURISMO RESPONSABILE che proponiamo sono realizzati in collaborazione con organizzazioni non governative, associazioni senza scopo di lucro, piccole imprese di turismo alternativo del sud del mondo, al fine di sostenere progetti di sviluppo in loco ed al fine di creare reali opportunità di crescita economica per le comunità ospitanti.
Questi viaggi, dunque, sono di per sé una forma di cooperazione. In questo senso, i viaggi di turismo responsabile costituiscono l' occasione irrinunciabile per realizzare un'economia turistica alternativa, senza trascurare il lato turistico dell'esperienza: conoscere un nuovo paese significa anche visitare siti archeologici e le risorse naturali, visitare città e mercati, ecc.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
L'incontro con le popolazioni locali è il momento centrale dell'esperienza; un'occasione di confronto e di conoscenza tra abitudini e tradizioni differenti, senza nascondere le difficoltà e talvolta anche i drammi che vivono alcuni popoli, anzi provando a condividere, anche solo parzialmente, le loro speranze di cambiamento (spesso, dopo il viaggio, si sono creati piccoli gruppi che autonomamente appoggiano progetti di solidarietà).
- - Quasi sempre i viaggi prevedono la presenza di un accompagnatore che funge soprattutto da mediatore culturale e punto di riferimento per il gruppo, ma che non è una guida professionista.
- - Per il pernottamento si utilizzano case private, ostelli, pensioni locali, o servizi comunque su piccola scala, cercando il più possibile sistemazioni accoglienti.
- - Per gli spostamenti interni si utilizzano quasi sempre trasporti pubblici locali o pulmini delle organizzazioni referenti.
- - Il vitto è spesso gestito attraverso un fondo personale o una cassa comune. Alcuni viaggi sono gestiti totalmente con cassa comune (vitto e anche alloggio, guide locali, trasporti); tutte queste informazioni sono segnalate nella scheda del viaggio.
- - Si viaggia sempre in piccoli gruppi (10/12 persone al massimo) per limitare l' impatto sulle comunità ospitanti.
- - In alcuni casi, ma non sempre, una parte della quota viene direttamente destinata al finanziamento di un progetto di cooperazione e sviluppo locale visitato. Sempre il viaggio è di per sé un progetto di sviluppo locale.
Questo tipo di viaggi richiede una capacità di adattamento superiore a quella di un viaggio "tradizionale"; occorre lasciare da parte alcuni luoghi comuni e ricordare che - come in qualsiasi vero viaggio - possono esserci imprevisti, inconvenienti, difficoltà.
Il turismo è una risorsa che deve appartenere alla gente; bisogna pagare dignitosamente tutti coloro che lavorano in questo settore, altrimenti i rangers diventano bracconieri, i camerieri ladruncoli e la gente ruba quello che invece potrebbe guadagnare” (Wangari Maathai)





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